{"id":192,"date":"2022-03-07T12:24:09","date_gmt":"2022-03-07T11:24:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportvisiontrainingsystem.com\/?page_id=192"},"modified":"2022-05-04T09:52:02","modified_gmt":"2022-05-04T07:52:02","slug":"arti-marziali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.sportvisiontrainingsystem.com\/?page_id=192","title":{"rendered":"Arti Marziali"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>SPORT VISION TRAINING, PERCH\u00c9 UN FIGHTER DOVREBBE ALLENARE&nbsp;L\u2019OCCHIO?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di&nbsp;CHRISTIAN NICOLINO<\/em><br>\u201cNon faccio sparring da parecchio, devo rifarmi l\u2019occhio!\u201d, chiunque bazzichi delle palestre dove si<br>praticano sport da combattimento avr\u00e0 sentito questa frase.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Introduzione<\/strong><br>Abbiamo tutti in mente le schivate al millimetro di Mayweather o Lomachenko, le skills difensive di Rigondeaux o per restare all\u2019interno dei confini la \u201cslickness\u201d di\u00a0Dario Morello, nello schivare i colpi e poi rientrare con le proprie combinazioni. Questo tipo di abilit\u00e0 \u00e8 indubbiamente innato da una parte, ma anche frutto di anni e anni di palestra, ripetizione di movimenti e situazioni che si ripropongono a cui il nostro sistema nervoso ha ormai trovate risposte immediate. Tutto questo pu\u00f2 comunque essere migliorato allenando appunto l\u2019occhio, per mezzo di quello che \u00e8 conosciuto come\u00a0Sport Vision Training.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sistema visivo e cervello<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1995, quattro ricercatori francesi pubblicarono uno studio intitolato \u201cAnalysis of information processing, decision making, and visual strategies in complex problem solving sport situations\u201d. L\u2019obiettivo di questa ricerca era analizzare le caratteristiche spaziali e temporali della strategia visiva e del comportamento della visione di un incontro di kick boxing. I soggetti dello studio furono 18 atleti divisi in base alla loro esperienza in 6 esperti, 6 intermedi e 6 principianti, dove per principianti si intendevano kick boxeurs con pi\u00f9 di un anno di pratica, ma ancora nessuna competizione all\u2019attivo. Questi atleti vennero posizionati di fronte ad uno schermo su cui era proiettato un fighter che fungeva da avversario, il comportamento dell\u2019occhio veniva catturato e analizzato usando un eye movement recorder. Dall\u2019analisi dei risultati si pu\u00f2 evincere come gli esperti adottano una strategia di visione pi\u00f9 efficiente ed economica, meno punti fissi, ma mantenuti pi\u00f9 a lungo (numero totale di punti fissi: esperti 43.3\u00b117.12, intermedi 105.8\u00b133.59, principianti 122.67\u00b141.42). Dai grafici della ricerca si pu\u00f2 notare come per gli esperti, circa il 50% dei punti fissi si trova nella regione della testa, mentre intermedi e principianti si concentrano maggiormente sul pugno. Dall\u2019analisi dello studio si pu\u00f2 notare come l\u2019occhio, o meglio alcune sue capacit\u00e0 specifiche, siano di vitale importanza per chi pratica sport da combattimento, andando nel dettaglio, le capacit\u00e0 da cercare di sviluppare sono principalmente quattro. La visione periferica, ossia quella parte di visione che risiede al di fuori del centro dello sguardo, esiste un ampio set di punti del campo visivo che non sono centrali e vengono inclusi nella nozione di visione periferica. Lo sviluppo di quest\u2019ultima pu\u00f2 essere molto importante per vedere arrivare colpi che non arrivano frontalmente come i diretti, ma lateralmente come i ganci o dal basso come i montanti. La capacit\u00e0 di reazione motoria, intesa come l\u2019abilit\u00e0 di eseguire rapide azioni motorie in risposta ad uno stimolo. La variabilit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0 degli elementi dinamici che caratterizzano il match, richiedono al fighter di risolvere con attenzione e prontezza di riflessi, i problemi motori posti dalla situazione sportiva. Gli stimoli a cui l\u2019atleta deve reagire sono soprattutto visivi (movimenti dell\u2019avversario, finte e colpi in arrivo), ma anche acustici (indicazioni dal proprio angolo, eventuali stop dell\u2019arbitro), cinestetici e tattili (contatto fisico con l\u2019avversario), vestibolari (adattamento dell\u2019equilibrio). Le risposte che l\u2019atleta deve fornire devono sempre essere rapide e tempestive. La capacit\u00e0 di anticipazione motoria, intesa come il prevedere l\u2019inizio, lo svolgimento e la conclusione di un\u2019azione motoria organizzando in anticipo i movimenti richiesti con efficacia. Questa capacit\u00e0 permette all\u2019atleta di prevedere quali siano i movimenti dell\u2019avversario e quindi prevederne l\u2019esito, questo pu\u00f2 essere allenato proponendo esercitazioni situazionali. Questa capacit\u00e0 spesso \u00e8 poco sviluppata negli atleti giovani in quanto mancano di \u201cvissuto\u201d, mentre in quelli pi\u00f9 anziani \u00e8 una delle doti pi\u00f9 presenti ed \u00e8 definito in modo semplicistico come \u201cesperienza\u201d. La coordinazione oculo-manuale, intesa come la capacit\u00e0 di far funzionare insieme la percezione visiva (cio\u00e8 la capacit\u00e0 di interpretare le informazioni grazie agli effetti della luce visibile che raggiunge l\u2019occhio) e l\u2019azione delle mani per eseguire compiti di diversa complessit\u00e0. Molti atleti di sport da combattimento, specie nell\u2019ultimo periodo, stanno integrando queste pratiche all\u2019interno della programmazione di allenamento, il synapse training (ossia l\u2019allenamento neuro- cognitivo) inizia ad essere utilizzato in quanto la sua utilit\u00e0 \u00e8 dimostrata scientificamente, ma il confine con \u201cla moda del momento \u00e8 spesso labile\u201d. Si possono quindi vedere atleti alle prese con led luminosi che si accendono e spengono random o a comando, ma il loro utilizzo, specie nel mondo sportivo dilettantistico, \u00e8 complicato a causa degli alti costi delle apparecchiature, eppure sarebbero utilissimi per migliorare il tempo di reazione dei fighter agli stimoli visivi (luminosi in questo caso). La coordinazione oculo-manuale pu\u00f2 per\u00f2 essere migliorata facendo del \u201cvuoto\u201d con la palla da tennis elastica attaccata alla fronte, la visione periferica dei \u201ccolpi larghi\u201d, come i ganci, pu\u00f2 essere migliorata schivando i tubi in gommapiuma mossi dal coach, cos\u00ec come i tempi e la rapidit\u00e0 di reazione possono essere migliorati con la reaction ball, una palla \u201cspigolosa\u201d il cui rimbalzo risulta dunque imprevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><strong>Conclusioni<\/strong><br>Insomma, abbiamo visto l\u2019importanza di un occhio allenato negli sport da combattimento e come alcune abilit\u00e0 possano essere migliorate, anche senza l\u2019utilizzo di apparecchiature particolari e costose. Molte esercitazioni hanno al loro interno stimoli allenanti per la sport vision, ma non ce ne siamo mai accorti, ora non resta che inserirli all\u2019interno della programmazione con consapevolezza, magari nelle fasi di riscaldamento\/defaticamento o nei giorni di scarico, e beneficiare di tutti i miglioramenti che possono derivare da tali esercitazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Grazie per l\u2019attenzione.<br>Articolo di\u00a0Christian Nicolino<br>Laureato in Scienze e Tecniche Avanzate dello Sport<br>Preparatore Fisico UIPASC<br>Bibliografia<br>1 \u00a0Sport vision: le scienze visive al servizio dello sport; Vittorio Roncagli; 1990; Calderini.<br>2 \u00a0Analysis of information processing, decision making, and visual strategies in complex problem solving<br>sport situations; Ripoll, Kerlirzin, Stein, Reine; 1995; Human Movement Science.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SPORT VISION TRAINING, PERCH\u00c9 UN FIGHTER DOVREBBE ALLENARE&nbsp;L\u2019OCCHIO? di&nbsp;CHRISTIAN NICOLINO\u201cNon faccio sparring da parecchio, devo rifarmi l\u2019occhio!\u201d, chiunque bazzichi delle palestre dove sipraticano sport da combattimento avr\u00e0 sentito questa frase. IntroduzioneAbbiamo tutti in mente le schivate al millimetro di Mayweather o Lomachenko, le skills difensive di Rigondeaux o per restare all\u2019interno dei confini la \u201cslickness\u201d di\u00a0Dario Morello, nello schivare i colpi e poi rientrare con le proprie combinazioni. Questo tipo di abilit\u00e0 \u00e8 indubbiamente innato da una parte, ma anche frutto di anni e anni di palestra, ripetizione di movimenti e situazioni che si ripropongono a cui il nostro sistema nervoso ha ormai trovate risposte immediate. Tutto questo pu\u00f2 comunque essere migliorato allenando appunto l\u2019occhio, per mezzo di quello che \u00e8 conosciuto come\u00a0Sport Vision Training. Sistema visivo e cervello Nel 1995, quattro ricercatori francesi pubblicarono uno studio intitolato \u201cAnalysis of information processing, decision making, and visual strategies in complex problem solving sport situations\u201d. L\u2019obiettivo di questa ricerca era analizzare le caratteristiche spaziali e temporali della strategia visiva e del comportamento della visione di un incontro di kick boxing. I soggetti dello studio furono 18 atleti divisi in base alla loro esperienza in 6 esperti, 6 intermedi e 6 principianti, dove per principianti si intendevano kick boxeurs con pi\u00f9 di un anno di pratica, ma ancora nessuna competizione all\u2019attivo. Questi atleti vennero posizionati di fronte ad uno schermo su cui era proiettato un fighter che fungeva da avversario, il comportamento dell\u2019occhio veniva catturato e analizzato usando un eye movement recorder. Dall\u2019analisi dei risultati si pu\u00f2 evincere come gli esperti adottano una strategia di visione pi\u00f9 efficiente ed economica, meno punti fissi, ma mantenuti pi\u00f9 a lungo (numero totale di punti fissi: esperti 43.3\u00b117.12, intermedi 105.8\u00b133.59, principianti 122.67\u00b141.42). Dai grafici della ricerca si pu\u00f2 notare come per gli esperti, circa il 50% dei punti fissi si trova nella regione della testa, mentre intermedi e principianti si concentrano maggiormente sul pugno. Dall\u2019analisi dello studio si pu\u00f2 notare come l\u2019occhio, o meglio alcune sue capacit\u00e0 specifiche, siano di vitale importanza per chi pratica sport da combattimento, andando nel dettaglio, le capacit\u00e0 da cercare di sviluppare sono principalmente quattro. La visione periferica, ossia quella parte di visione che risiede al di fuori del centro dello sguardo, esiste un ampio set di punti del campo visivo che non sono centrali e vengono inclusi nella nozione di visione periferica. Lo sviluppo di quest\u2019ultima pu\u00f2 essere molto importante per vedere arrivare colpi che non arrivano frontalmente come i diretti, ma lateralmente come i ganci o dal basso come i montanti. La capacit\u00e0 di reazione motoria, intesa come l\u2019abilit\u00e0 di eseguire rapide azioni motorie in risposta ad uno stimolo. La variabilit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0 degli elementi dinamici che caratterizzano il match, richiedono al fighter di risolvere con attenzione e prontezza di riflessi, i problemi motori posti dalla situazione sportiva. Gli stimoli a cui l\u2019atleta deve reagire sono soprattutto visivi (movimenti dell\u2019avversario, finte e colpi in arrivo), ma anche acustici (indicazioni dal proprio angolo, eventuali stop dell\u2019arbitro), cinestetici e tattili (contatto fisico con l\u2019avversario), vestibolari (adattamento dell\u2019equilibrio). Le risposte che l\u2019atleta deve fornire devono sempre essere rapide e tempestive. La capacit\u00e0 di anticipazione motoria, intesa come il prevedere l\u2019inizio, lo svolgimento e la conclusione di un\u2019azione motoria organizzando in anticipo i movimenti richiesti con efficacia. Questa capacit\u00e0 permette all\u2019atleta di prevedere quali siano i movimenti dell\u2019avversario e quindi prevederne l\u2019esito, questo pu\u00f2 essere allenato proponendo esercitazioni situazionali. Questa capacit\u00e0 spesso \u00e8 poco sviluppata negli atleti giovani in quanto mancano di \u201cvissuto\u201d, mentre in quelli pi\u00f9 anziani \u00e8 una delle doti pi\u00f9 presenti ed \u00e8 definito in modo semplicistico come \u201cesperienza\u201d. La coordinazione oculo-manuale, intesa come la capacit\u00e0 di far funzionare insieme la percezione visiva (cio\u00e8 la capacit\u00e0 di interpretare le informazioni grazie agli effetti della luce visibile che raggiunge l\u2019occhio) e l\u2019azione delle mani per eseguire compiti di diversa complessit\u00e0. Molti atleti di sport da combattimento, specie nell\u2019ultimo periodo, stanno integrando queste pratiche all\u2019interno della programmazione di allenamento, il synapse training (ossia l\u2019allenamento neuro- cognitivo) inizia ad essere utilizzato in quanto la sua utilit\u00e0 \u00e8 dimostrata scientificamente, ma il confine con \u201cla moda del momento \u00e8 spesso labile\u201d. Si possono quindi vedere atleti alle prese con led luminosi che si accendono e spengono random o a comando, ma il loro utilizzo, specie nel mondo sportivo dilettantistico, \u00e8 complicato a causa degli alti costi delle apparecchiature, eppure sarebbero utilissimi per migliorare il tempo di reazione dei fighter agli stimoli visivi (luminosi in questo caso). La coordinazione oculo-manuale pu\u00f2 per\u00f2 essere migliorata facendo del \u201cvuoto\u201d con la palla da tennis elastica attaccata alla fronte, la visione periferica dei \u201ccolpi larghi\u201d, come i ganci, pu\u00f2 essere migliorata schivando i tubi in gommapiuma mossi dal coach, cos\u00ec come i tempi e la rapidit\u00e0 di reazione possono essere migliorati con la reaction ball, una palla \u201cspigolosa\u201d il cui rimbalzo risulta dunque imprevedibile. ConclusioniInsomma, abbiamo visto l\u2019importanza di un occhio allenato negli sport da combattimento e come alcune abilit\u00e0 possano essere migliorate, anche senza l\u2019utilizzo di apparecchiature particolari e costose. Molte esercitazioni hanno al loro interno stimoli allenanti per la sport vision, ma non ce ne siamo mai accorti, ora non resta che inserirli all\u2019interno della programmazione con consapevolezza, magari nelle fasi di riscaldamento\/defaticamento o nei giorni di scarico, e beneficiare di tutti i miglioramenti che possono derivare da tali esercitazioni. Grazie per l\u2019attenzione.Articolo di\u00a0Christian NicolinoLaureato in Scienze e Tecniche Avanzate dello SportPreparatore Fisico UIPASCBibliografia1 \u00a0Sport vision: le scienze visive al servizio dello sport; Vittorio Roncagli; 1990; Calderini.2 \u00a0Analysis of information processing, decision making, and visual strategies in complex problem solvingsport situations; Ripoll, Kerlirzin, Stein, Reine; 1995; Human Movement Science.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":193,"parent":21,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_gspb_post_css":"","footnotes":""},"class_list":["post-192","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"blocksy_meta":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Arti Marziali<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.sportvisiontrainingsystem.com\/?page_id=192\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Arti Marziali\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"SPORT VISION TRAINING, PERCH\u00c9 UN FIGHTER DOVREBBE ALLENARE&nbsp;L\u2019OCCHIO? di&nbsp;CHRISTIAN NICOLINO\u201cNon faccio sparring da parecchio, devo rifarmi l\u2019occhio!\u201d, chiunque bazzichi delle palestre dove sipraticano sport da combattimento avr\u00e0 sentito questa frase. IntroduzioneAbbiamo tutti in mente le schivate al millimetro di Mayweather o Lomachenko, le skills difensive di Rigondeaux o per restare all\u2019interno dei confini la \u201cslickness\u201d di\u00a0Dario Morello, nello schivare i colpi e poi rientrare con le proprie combinazioni. Questo tipo di abilit\u00e0 \u00e8 indubbiamente innato da una parte, ma anche frutto di anni e anni di palestra, ripetizione di movimenti e situazioni che si ripropongono a cui il nostro sistema nervoso ha ormai trovate risposte immediate. Tutto questo pu\u00f2 comunque essere migliorato allenando appunto l\u2019occhio, per mezzo di quello che \u00e8 conosciuto come\u00a0Sport Vision Training. Sistema visivo e cervello Nel 1995, quattro ricercatori francesi pubblicarono uno studio intitolato \u201cAnalysis of information processing, decision making, and visual strategies in complex problem solving sport situations\u201d. L\u2019obiettivo di questa ricerca era analizzare le caratteristiche spaziali e temporali della strategia visiva e del comportamento della visione di un incontro di kick boxing. I soggetti dello studio furono 18 atleti divisi in base alla loro esperienza in 6 esperti, 6 intermedi e 6 principianti, dove per principianti si intendevano kick boxeurs con pi\u00f9 di un anno di pratica, ma ancora nessuna competizione all\u2019attivo. Questi atleti vennero posizionati di fronte ad uno schermo su cui era proiettato un fighter che fungeva da avversario, il comportamento dell\u2019occhio veniva catturato e analizzato usando un eye movement recorder. Dall\u2019analisi dei risultati si pu\u00f2 evincere come gli esperti adottano una strategia di visione pi\u00f9 efficiente ed economica, meno punti fissi, ma mantenuti pi\u00f9 a lungo (numero totale di punti fissi: esperti 43.3\u00b117.12, intermedi 105.8\u00b133.59, principianti 122.67\u00b141.42). Dai grafici della ricerca si pu\u00f2 notare come per gli esperti, circa il 50% dei punti fissi si trova nella regione della testa, mentre intermedi e principianti si concentrano maggiormente sul pugno. Dall\u2019analisi dello studio si pu\u00f2 notare come l\u2019occhio, o meglio alcune sue capacit\u00e0 specifiche, siano di vitale importanza per chi pratica sport da combattimento, andando nel dettaglio, le capacit\u00e0 da cercare di sviluppare sono principalmente quattro. La visione periferica, ossia quella parte di visione che risiede al di fuori del centro dello sguardo, esiste un ampio set di punti del campo visivo che non sono centrali e vengono inclusi nella nozione di visione periferica. Lo sviluppo di quest\u2019ultima pu\u00f2 essere molto importante per vedere arrivare colpi che non arrivano frontalmente come i diretti, ma lateralmente come i ganci o dal basso come i montanti. La capacit\u00e0 di reazione motoria, intesa come l\u2019abilit\u00e0 di eseguire rapide azioni motorie in risposta ad uno stimolo. La variabilit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0 degli elementi dinamici che caratterizzano il match, richiedono al fighter di risolvere con attenzione e prontezza di riflessi, i problemi motori posti dalla situazione sportiva. Gli stimoli a cui l\u2019atleta deve reagire sono soprattutto visivi (movimenti dell\u2019avversario, finte e colpi in arrivo), ma anche acustici (indicazioni dal proprio angolo, eventuali stop dell\u2019arbitro), cinestetici e tattili (contatto fisico con l\u2019avversario), vestibolari (adattamento dell\u2019equilibrio). Le risposte che l\u2019atleta deve fornire devono sempre essere rapide e tempestive. La capacit\u00e0 di anticipazione motoria, intesa come il prevedere l\u2019inizio, lo svolgimento e la conclusione di un\u2019azione motoria organizzando in anticipo i movimenti richiesti con efficacia. Questa capacit\u00e0 permette all\u2019atleta di prevedere quali siano i movimenti dell\u2019avversario e quindi prevederne l\u2019esito, questo pu\u00f2 essere allenato proponendo esercitazioni situazionali. Questa capacit\u00e0 spesso \u00e8 poco sviluppata negli atleti giovani in quanto mancano di \u201cvissuto\u201d, mentre in quelli pi\u00f9 anziani \u00e8 una delle doti pi\u00f9 presenti ed \u00e8 definito in modo semplicistico come \u201cesperienza\u201d. La coordinazione oculo-manuale, intesa come la capacit\u00e0 di far funzionare insieme la percezione visiva (cio\u00e8 la capacit\u00e0 di interpretare le informazioni grazie agli effetti della luce visibile che raggiunge l\u2019occhio) e l\u2019azione delle mani per eseguire compiti di diversa complessit\u00e0. Molti atleti di sport da combattimento, specie nell\u2019ultimo periodo, stanno integrando queste pratiche all\u2019interno della programmazione di allenamento, il synapse training (ossia l\u2019allenamento neuro- cognitivo) inizia ad essere utilizzato in quanto la sua utilit\u00e0 \u00e8 dimostrata scientificamente, ma il confine con \u201cla moda del momento \u00e8 spesso labile\u201d. Si possono quindi vedere atleti alle prese con led luminosi che si accendono e spengono random o a comando, ma il loro utilizzo, specie nel mondo sportivo dilettantistico, \u00e8 complicato a causa degli alti costi delle apparecchiature, eppure sarebbero utilissimi per migliorare il tempo di reazione dei fighter agli stimoli visivi (luminosi in questo caso). La coordinazione oculo-manuale pu\u00f2 per\u00f2 essere migliorata facendo del \u201cvuoto\u201d con la palla da tennis elastica attaccata alla fronte, la visione periferica dei \u201ccolpi larghi\u201d, come i ganci, pu\u00f2 essere migliorata schivando i tubi in gommapiuma mossi dal coach, cos\u00ec come i tempi e la rapidit\u00e0 di reazione possono essere migliorati con la reaction ball, una palla \u201cspigolosa\u201d il cui rimbalzo risulta dunque imprevedibile. ConclusioniInsomma, abbiamo visto l\u2019importanza di un occhio allenato negli sport da combattimento e come alcune abilit\u00e0 possano essere migliorate, anche senza l\u2019utilizzo di apparecchiature particolari e costose. Molte esercitazioni hanno al loro interno stimoli allenanti per la sport vision, ma non ce ne siamo mai accorti, ora non resta che inserirli all\u2019interno della programmazione con consapevolezza, magari nelle fasi di riscaldamento\/defaticamento o nei giorni di scarico, e beneficiare di tutti i miglioramenti che possono derivare da tali esercitazioni. Grazie per l\u2019attenzione.Articolo di\u00a0Christian NicolinoLaureato in Scienze e Tecniche Avanzate dello SportPreparatore Fisico UIPASCBibliografia1 \u00a0Sport vision: le scienze visive al servizio dello sport; Vittorio Roncagli; 1990; Calderini.2 \u00a0Analysis of information processing, decision making, and visual strategies in complex problem solvingsport situations; Ripoll, Kerlirzin, Stein, Reine; 1995; Human Movement Science.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.sportvisiontrainingsystem.com\/?page_id=192\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"SportVisionTrainingSystem\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2022-05-04T07:52:02+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.sportvisiontrainingsystem.com\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Screenshot_1508.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"876\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"553\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"6 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/?page_id=192\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/?page_id=192\",\"name\":\"Arti Marziali\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/?page_id=192#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/?page_id=192#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/03\\\/Screenshot_1508.jpg\",\"datePublished\":\"2022-03-07T11:24:09+00:00\",\"dateModified\":\"2022-05-04T07:52:02+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/?page_id=192#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/?page_id=192\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/?page_id=192#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/03\\\/Screenshot_1508.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2022\\\/03\\\/Screenshot_1508.jpg\",\"width\":876,\"height\":553},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/?page_id=192#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.sportvisiontrainingsystem.com\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Sport &#038; 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IntroduzioneAbbiamo tutti in mente le schivate al millimetro di Mayweather o Lomachenko, le skills difensive di Rigondeaux o per restare all\u2019interno dei confini la \u201cslickness\u201d di\u00a0Dario Morello, nello schivare i colpi e poi rientrare con le proprie combinazioni. Questo tipo di abilit\u00e0 \u00e8 indubbiamente innato da una parte, ma anche frutto di anni e anni di palestra, ripetizione di movimenti e situazioni che si ripropongono a cui il nostro sistema nervoso ha ormai trovate risposte immediate. Tutto questo pu\u00f2 comunque essere migliorato allenando appunto l\u2019occhio, per mezzo di quello che \u00e8 conosciuto come\u00a0Sport Vision Training. Sistema visivo e cervello Nel 1995, quattro ricercatori francesi pubblicarono uno studio intitolato \u201cAnalysis of information processing, decision making, and visual strategies in complex problem solving sport situations\u201d. L\u2019obiettivo di questa ricerca era analizzare le caratteristiche spaziali e temporali della strategia visiva e del comportamento della visione di un incontro di kick boxing. I soggetti dello studio furono 18 atleti divisi in base alla loro esperienza in 6 esperti, 6 intermedi e 6 principianti, dove per principianti si intendevano kick boxeurs con pi\u00f9 di un anno di pratica, ma ancora nessuna competizione all\u2019attivo. Questi atleti vennero posizionati di fronte ad uno schermo su cui era proiettato un fighter che fungeva da avversario, il comportamento dell\u2019occhio veniva catturato e analizzato usando un eye movement recorder. Dall\u2019analisi dei risultati si pu\u00f2 evincere come gli esperti adottano una strategia di visione pi\u00f9 efficiente ed economica, meno punti fissi, ma mantenuti pi\u00f9 a lungo (numero totale di punti fissi: esperti 43.3\u00b117.12, intermedi 105.8\u00b133.59, principianti 122.67\u00b141.42). Dai grafici della ricerca si pu\u00f2 notare come per gli esperti, circa il 50% dei punti fissi si trova nella regione della testa, mentre intermedi e principianti si concentrano maggiormente sul pugno. Dall\u2019analisi dello studio si pu\u00f2 notare come l\u2019occhio, o meglio alcune sue capacit\u00e0 specifiche, siano di vitale importanza per chi pratica sport da combattimento, andando nel dettaglio, le capacit\u00e0 da cercare di sviluppare sono principalmente quattro. La visione periferica, ossia quella parte di visione che risiede al di fuori del centro dello sguardo, esiste un ampio set di punti del campo visivo che non sono centrali e vengono inclusi nella nozione di visione periferica. Lo sviluppo di quest\u2019ultima pu\u00f2 essere molto importante per vedere arrivare colpi che non arrivano frontalmente come i diretti, ma lateralmente come i ganci o dal basso come i montanti. La capacit\u00e0 di reazione motoria, intesa come l\u2019abilit\u00e0 di eseguire rapide azioni motorie in risposta ad uno stimolo. La variabilit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0 degli elementi dinamici che caratterizzano il match, richiedono al fighter di risolvere con attenzione e prontezza di riflessi, i problemi motori posti dalla situazione sportiva. Gli stimoli a cui l\u2019atleta deve reagire sono soprattutto visivi (movimenti dell\u2019avversario, finte e colpi in arrivo), ma anche acustici (indicazioni dal proprio angolo, eventuali stop dell\u2019arbitro), cinestetici e tattili (contatto fisico con l\u2019avversario), vestibolari (adattamento dell\u2019equilibrio). Le risposte che l\u2019atleta deve fornire devono sempre essere rapide e tempestive. La capacit\u00e0 di anticipazione motoria, intesa come il prevedere l\u2019inizio, lo svolgimento e la conclusione di un\u2019azione motoria organizzando in anticipo i movimenti richiesti con efficacia. Questa capacit\u00e0 permette all\u2019atleta di prevedere quali siano i movimenti dell\u2019avversario e quindi prevederne l\u2019esito, questo pu\u00f2 essere allenato proponendo esercitazioni situazionali. Questa capacit\u00e0 spesso \u00e8 poco sviluppata negli atleti giovani in quanto mancano di \u201cvissuto\u201d, mentre in quelli pi\u00f9 anziani \u00e8 una delle doti pi\u00f9 presenti ed \u00e8 definito in modo semplicistico come \u201cesperienza\u201d. La coordinazione oculo-manuale, intesa come la capacit\u00e0 di far funzionare insieme la percezione visiva (cio\u00e8 la capacit\u00e0 di interpretare le informazioni grazie agli effetti della luce visibile che raggiunge l\u2019occhio) e l\u2019azione delle mani per eseguire compiti di diversa complessit\u00e0. Molti atleti di sport da combattimento, specie nell\u2019ultimo periodo, stanno integrando queste pratiche all\u2019interno della programmazione di allenamento, il synapse training (ossia l\u2019allenamento neuro- cognitivo) inizia ad essere utilizzato in quanto la sua utilit\u00e0 \u00e8 dimostrata scientificamente, ma il confine con \u201cla moda del momento \u00e8 spesso labile\u201d. Si possono quindi vedere atleti alle prese con led luminosi che si accendono e spengono random o a comando, ma il loro utilizzo, specie nel mondo sportivo dilettantistico, \u00e8 complicato a causa degli alti costi delle apparecchiature, eppure sarebbero utilissimi per migliorare il tempo di reazione dei fighter agli stimoli visivi (luminosi in questo caso). La coordinazione oculo-manuale pu\u00f2 per\u00f2 essere migliorata facendo del \u201cvuoto\u201d con la palla da tennis elastica attaccata alla fronte, la visione periferica dei \u201ccolpi larghi\u201d, come i ganci, pu\u00f2 essere migliorata schivando i tubi in gommapiuma mossi dal coach, cos\u00ec come i tempi e la rapidit\u00e0 di reazione possono essere migliorati con la reaction ball, una palla \u201cspigolosa\u201d il cui rimbalzo risulta dunque imprevedibile. ConclusioniInsomma, abbiamo visto l\u2019importanza di un occhio allenato negli sport da combattimento e come alcune abilit\u00e0 possano essere migliorate, anche senza l\u2019utilizzo di apparecchiature particolari e costose. Molte esercitazioni hanno al loro interno stimoli allenanti per la sport vision, ma non ce ne siamo mai accorti, ora non resta che inserirli all\u2019interno della programmazione con consapevolezza, magari nelle fasi di riscaldamento\/defaticamento o nei giorni di scarico, e beneficiare di tutti i miglioramenti che possono derivare da tali esercitazioni. 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